La Cina pianterà foreste per un’area grande quanto l’Irlanda

Per la Cina degli ultimi anni, uno dei tanti sacrifici sopportati per cavalcare l’irrefrenabile sviluppo economico, è stato l’aumento sconvolgente dei livelli d’inquinamento. L’immagine che forse ci risulta più familiare della quotidianità nelle metropoli cinesi, è infatti un cielo oppresso e sbiadito dallo smog, sotto al quale gli abitanti muniti di mascherina protettiva, portano a termine le loro produttive giornate.

Da una decina di anni a questa parte, il governo ha decisamente invertito la rotta sul fronte ambientale, dichiarando una vera e propria guerra all’inquinamento. La strada è sicuramente lunga, ma il varo di leggi per la protezione ambientale, affiancato a massicci investimenti per la produzione di energia rinnovabile (che in termini assoluti fanno impallidire noi cittadini UE) stanno già portando i loro frutti. Così agli abitanti delle grandi città è concesso di ammirare il colore del cielo per qualche giorno all’anno in più.

Di questa nuova politica verde fa parte il recente piano di piantare nuove foreste per un’area equivalente alla superficie dell’Irlanda, entro la fine dell’anno. Il progetto punta ad aumentare dal 21.7% al 23% la superficie forestale nazionale nel periodo 2016-2018.

Piantare alberi è diventato un punto chiave del tentativo cinese di migliorare le proprie condizioni ambientali e contrastare il riscaldamento globale, infatti il governo punta a far crescere almeno 6.66 milioni di ettari di nuovi boschi entro l’anno.

Negli ultimi cinque anni sono stati piantati nel territorio nazionale 33.8 milioni di ettari di foreste portando le aree ricoperte da vegetazione a 208 milioni di ettari totali, con un investimento di 583 miliardi di yuan, ovvero 74.8 miliardi di euro.

cina-riforestazione

La Cina deve sfamare un quarto della popolazione globale, utilizzando solamente il 7% del terreno coltivabile del mondo. Al momento sta faticando per trovare un equilibrio tra la crescita industriale, la produzione alimentare e la protezione dell’ambiente, ma sembra aver finalmente preso la strada giusta per ottenere risultati importanti.

Per inseguire questo equilibro il governo sta promuovendo un programma ecologico che obbliga province e regioni a rinunciare allo “sviluppo incontrollato” e scoraggia le nuove costruzioni nei pressi di fiumi, foreste e parchi nazionali.

Gli sforzi del Paese per restituire all’ambiente la sua dignità sono davvero notevoli, specialmente dal punto di vista economico, resta da vedere nei prossimi anni in che modo influiranno su sviluppo industriale e produzione alimentare.

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