Rinunciare al mimetismo per sopravvivere al riscaldamento globale

Gli animali che d’inverno diventano bianchi per nascondersi nella neve, stanno soffrendo per adattarsi al cambiamento climatico

Dalle zampe palmate alle pinne, dalle ossa cave al pollice opponibile, nel corso di milioni di anni di evoluzione ogni specie ha sviluppato le sue caratteristiche per adattarsi e sopravvivere.

A ridosso del polo nord, alcuni animali per non essere visti, sia dai predatori che dalle prede, hanno sviluppato una forma di mimetismo criptico stagionale, grazie al quale difficilmente vengono riconosciuti in mezzo al loro habitat. Lepri, ermellini, volpi e pernici fanno parte delle 21 specie che vivono nei territori di 60 Paesi, che cambiano colore del manto a seconda della stagione: bianco in inverno e marrone in estate.

jonatan-pie-204639-unsplash
Volpe artica (Alopex lagopus)

Un recente studio pubblicato su Science, guidato dal prof. Scott Mills della University of Montana, mostra come la sopravvivenza di specie che hanno acquisito geneticamente questo meccanismo sia messa a dura prova dal riscaldamento globale. Come è noto le temperature nel corso degli anni sono sensibilmente aumentate, mentre le precipitazioni nevose sono costantemente diminuite.

In particolare lo studio fa riferimento alla specie Lepre Scarpa da Neve, i cui esemplari non sono mai stati tanto vulnerabili come oggi perché, sempre più frequentemente, si ritrovano ad essere ricoperti di un luminoso manto bianco nonostante l’assenza di neve.

Il mimetismo è essenziale

Per sfuggire ai predatori, queste lepri possono notoriamente correre molto veloce, andando però incontro ad un grandissimo dispendio energetico. Grazie al mimetismo si confondono molto bene con l’ambiente e difficilmente devono ricorrere alla fuga disperata.

Da cosa dipende il cambio di colore?

Indipendentemente dalla temperatura e dalla neve, il meccanismo che innesca il cambio di colore è la quantità di luce durante il giorno, il che rende impossibile trovare soluzioni per evitare questo miss-match cromatico letale. Questa lepre deve guardarsi le spalle da moltissimi cacciatori, tanto che è stata soprannominata il cheeseburger della foresta, poiché, dal puma al gufo, si ritrova sul menu di tutti i predatori. Inoltre a peggiorare la sua situazione contribuisce il fatto che non sono consapevoli del colore che le riveste, quindi piuttosto che scappare a gambe levate rimangono immobili cercando di mimetizzarsi.

Zone Polimorfe

Zona polimorfa è il termine utilizzato per descrivere quelle regioni dove, fortunatamente, la probabilità di riscontrare manto bianco e manto marrone è circa la stessa.

In queste zone, i mammiferi in pericolo hanno più possibilità di adattarsi alla diminuzione di neve e sopravvivere. Questo è dovuto al fatto che una porzione di ogni specie non cambia il colore della pelliccia e conseguentemente può facilmente mimetizzarsi negli ambienti non più ricoperti dalla neve. Per loro sarà molto più facile sopravvivere all’inverno e lasciare in eredità alla prole i loro geni preziosi.

La mappa qui sotto mostra dove le zone polimorfe di due o più specie si sovrappongono.

Zone polimorfiche
Le mappe A e B mostrano le più efficienti aree di conservazione: in rosso le zone polimorfe dove si sovrappongono due specie, in bordeaux le zone dove si sovrappongono tre specie. Fonte: Mills et al. (2018)

Si può notare che le maggiori sovrapposizioni si trovano in parti degli Stati Uniti, Canada e Scozia. Tali regioni possono essere considerate “zone di salvataggio evolutivo

Oltre alla lepre scarpa da neve, le specie in pericolo sono la volpe artica, la lepre di prateria e la donnola dalla coda lunga. Queste specie hanno una certa probabilità di adattarsi ad un ambiente senza neve, ma è ancora presto per dire quanto questa probabilità sia alta. Per valutare completamente il rischio infatti, servono ancora molto lavoro sul campo ed analisi genetiche per ogni specie, come è stato fatto per la scarpa da neve.

Cambiare al più presto

La ricerca del prof. Mills vuole fornire un’ulteriore spinta per le istituzioni e la politica a ridurre l’impronta di carbonio sul pianeta, i cui effetti diretti e indiretti per molte specie hanno un impatto devastante.

 

Fonte: Winter color polymorphisms identify global hot spots for evolutionary rescue from climate change

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...