Un mare di plastica

Il sub britannico Rich Horner ha filmato un’immersione a largo di Bali nuotando letteralmente nei rifiuti

Durante il World Economic Forum di Davos del 2016, tra i vari argomenti si è parlato di plastica, facendo il punto sulla drammatica situazione del nostro Pianeta.

In mare ogni anno finiscono almeno 8 milioni di tonnellate di plastica. Immaginiamo che un camion della spazzatura ogni minuto dell’anno, ininterrottamente, riversasse tutto il suo carico in acqua. Nel 2050 se non saranno prese misure drastiche per lo smaltimento e la produzione, al nostro camion che lavora senza tregua, se ne aggiungeranno altri tre. In termini di peso, per quella data poi non così lontana, i mari potrebbero contenere più bottigliette che pesci.

Sono passati più di due anni e a ricordarci che bisogna sbrigarci ci ha pensato Rich Horner, sub britannico che ha filmato un’immersione nelle acque dell’isola di Nusa Penida, nei pressi di Bali, in Indonesia.

giphy (4)

 

Scrive Rich sulla sua pagina Facebook:

«Qualche sacchetto di plastica, bottiglie di plastica, bicchieri di plastica, fogli di plastica, secchi di plastica, bustine di plastica, cannucce di plastica, cestini di plastica, sacchetti di plastica, altri sacchetti di plastica, plastica, plastica, un sacco di plastica!»

Le immagini sono scioccanti e ci ricordano che i rapporti delle associazioni di tutela dell’ambiente non sono solo inchiostro, ma il racconto fedele di una situazione drammatica.

Solamente pochi mesi fa, sempre da un sub inglese e sempre da quei mari, la foto (scattata nel 2016) di un cavalluccio marino aggrappato ad un cotton-fioc aveva fatto il giro del mondo.

Justin Hofman Wildlife photography
Justin Hofman/Wildlife Photographer of the Year

L’utilizzo che viene fatto della plastica è scriteriato se pensiamo al fatto che per un consumo del prodotto di qualche minuto (ad esempio le bottigliette di plastica), un contenitore può rimanere nell’ambiente per migliaia di anni.

Stiamo utilizzando il mare come una discarica. Immagini come queste ci aiutano rendercene conto, e a chiederci quale mondo stiamo lasciando ai nostri figli.

 

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