Una specie di uccelli su otto è a rischio estinzione

I rischi maggiori derivano dall’agricoltura, disboscamento e introduzione di specie aliene invasive.

Quello a cui stiamo assistendo in questi anni è un vero e proprio declino della biodiversità, provocato da uno sviluppo sfrenato e insostenibile. Gli habitat naturali vengono così degradati spianando la strada all’estinzione di numerose specie animali.

La situazione che emerge dopo la pubblicazione del report State of the World’s Birds, è altamente preoccupante. Si tratta di una panoramica globale sullo stato di salute degli uccelli del nostro Pianeta, le minacce che devono affrontare e le azioni necessarie per salvarli.

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Foto: Zhang Ming

Quella degli uccelli è la classe animale più studiata, viene considerata come barometro della biodiversità, e mediamente vengono pubblicati ogni giorno ben 3 articoli che li riguardano su riviste accademiche.

Lo scopo del rapporto è quello di mostrare l’allarmante stato della biodiversità del Pianeta, ma al contempo dimostrare che le soluzioni esistono e possono portare a successi duraturi.

L’attività dell’uomo continua a modellare l’ambiente di tutto il mondo creando nuovi ecosistemi, sempre più dominanti in quello che gli esperti chiamano Antropocene. Le minacce che colpiscono i volatili sono molto variabili, ma tutte invariabilmente dipendono dall’azione dell’uomo: espansione agricola, disboscamento, sovra-sfruttamento, inquinamento e introduzione di specie aliene fortemente invasive. Molti di questi fattori sono in relazione e la maggior parte delle specie è colpita da una loro combinazione.

I ricercatori stimano che le specie a cui fa rifermento lo studio stiano scomparendo ad una velocità dalle 100 alle 10,000 volte maggiore rispetto al loro corso naturale, con decine di specie che quotidianamente scompaiono.

Se fino a non molto tempo fa erano a rischio soprattutto uccelli  ristretti ad habitat molto specifici come remoti picchi montuosi o piccole isole oceaniche, oggi sono minacciate anche specie largamente diffuse e familiari come ad esempio il pappagallo, l’albatro, la gru e la gallinella di mare

Agricoltura intensiva

La porzione di Terra destinata all’agricoltura è cresciuta di 6 volte nel corso degli ultimi 300 anni, da meno del 6% del 1700 a più del 38% di oggi. La conversione di habitat incontaminati a terra agricola si sta verificando con maggiore intensità e rapidità nelle zone tropicali, a causa della sempre maggiore richiesta globale di prodotti come caffè, cioccolato, soia ed olio di palma.

Sotto accusa chiaramente ci sono anche insetticidi neurotossici ampiamente usati nelle colture intensive come i neodicotinoidi, largamente impiegati in Europa e Stati Uniti. Una volta ingeriti dagli uccelli, queste sostanze provocano una forte diminuzione delle riserve energetiche (perdono un quarto del loro peso), oltre a colpire seriamente il loro orientamento migratorio.

Deforestazione

Circa i due terzi delle specie di uccelli vivono nelle foreste, specialmente tropicali, e non potrebbero sopravvivere altrove. Ogni anno vengono distrutti 7 milioni di ettari di foresta per far spazio all’agricoltura e per far fronte alla richiesta globale di legname e di carta. È bene anche ricordare che la deforestazione riguarda da vicino anche noi esseri umani, contribuendo all’accumulo totale di CO2 nell’atmosfera.

Specie aliene

Una specie inserita nel suo habitat naturale è il risultato di un delicatissimo equilibrio, scaturito da migliaia di anni di tentativi di adattamento evolutivo, competizione e conquista della propria nicchia biologica. Se pensiamo ad una specie animale in pericolo, difficilmente ci vengono in mente le conseguenze dovute ad individui alloctoni, eppure tali conseguenze sono impressionanti. L’Uomo ha trasportato animali e piante da una parte all’altra del  mondo per secoli, più  o meno intenzionalmente. Negli ultimi 500 anni le specie aliene invasive (IAS) sono state coinvolte direttamente o indirettamente nell’estinzione totale di almeno 112 specie di uccelli.

Albatro ferito
Un albatro ferito dai topi (alieni) durante la predazione del nido, nella riserva naturale dell’Isola di Midway, nel Pacifico. Foto: National Wildlife Health Center

Ad essere particolarmente esposti a questo rischio sono volatili che vivono su remote isole oceaniche, minacciate dalle IAS per il 75%. Specie di isole continentali invece sono a rischio per il 27% e quelle di terraferma per il 13. Gli autori dello studio spiegano tali dati affermando che su habitat remoti ed isolati, la competizione evolutiva con predatori e concorrenti è stata relativamente minore, così da lasciare a tali specie strumenti di difesa poco efficaci.

Caccia e sovrasfruttamento

La caccia non sostenibile, sia per cibo che sportiva, o l’intrappolamento per la vendita, sono causa diretta dell’estinzione di molte specie di volatili, e rappresentano un grave pericolo per molte altre.

New Phototastic Collage
L’improvvisa esplosione della domanda del becco di Bucero dell’Elmo (Rhinoplax vigil), noto come “Avorio Rosso” sta portando alla completa estinzione della specie

Le famiglie più colpite sono pappagalli, colombi e fagiani, principalmente in Asia.

Speranze e rimedi

Nonostante la vastità del problema, un rimedio efficace è la conservazione. Esistono infatti numerosi casi di successi che dimostrano che grazie all’investimento di risorse unite alla volontà politica, molte specie possono tornare a ripopolare gli habitat. Progetti di allevamento in cattività finalizzati alla reintroduzione, sradicamento delle specie aliene e protezione degli ambienti naturali, sono tutti passi fondamentali da compiere, parallelamente a una seria campagna di sensibilizzazione e informazione sulle conseguenze di uno sviluppo non sostenibile.

 

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