Cervello e depressione

Uno straordinario video tra arte e neuroscienza racconta l’esperienza emotiva della depressione

La depressione è una malattia molto comune a livello globale, tanto che le persone che ne soffrono sono 300 milioni e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresenta la principale causa di disabilità nel mondo. Non si tratta di sbalzi d’umore passeggeri o di momenti di apatica malinconia, ma di una patologia invalidante che si ripercuote sulla vita familiare, lavorativa e scolastica, e che nelle sue forme più gravi può condurre al suicidio. È stato calcolato che proprio di suicidio muoiano ogni anno 800 mila persone, e che nella fascia d’età dei 15-29 anni rappresenti la seconda causa di morte.

Esistono delle terapie psicologiche e farmacologiche, ma sappiamo che la maggior parte dei malati non ricevono un trattamento adeguato, motivo per cui la ricerca non smette di concentrare i propri sforzi per una cura più efficace.

Quando parliamo di depressione parliamo di una malattia molto complessa, in cui a differenza della maggior parte dei disturbi, oltre all’aspetto biologico e fisiologico, vanno presi grandemente in considerazione anche i fattori psicologici, ambientali e sociali (forse proprio per questo chi ne soffre viene spesso considerato una persona debole piuttosto che un malato, sfociando anche nella stigmatizzazione, il fenomeno che attribuisce al malato la colpa della sua malattia).

Le molteplici condizioni della malattia sono state raccolte in Adam, un video in stop-motion che unisce arte, psicologia e fisiologia. È stato realizzato dall’artista Emma Allen insieme alla dott.ssa Daisy Thompson-Lake, neuroscienziata clinica, entrambe affascinate dai processi biologici che attraversano le situazioni di disagio mentale. Il nome dell’opera è dedicato alla memoria di un amico dell’artista, morto suicida.

Grazie a 1500 fotogrammi, il video fa luce sulla neuroscienza della depressione, fondendola con l’esperienza emotiva attraverso immagini di grande impatto.

Nelle prime sequenze vediamo la vasta rete cerebrale, fitta di connessioni neuronali. I neuroni comunicano attraverso le sinapsi, scambiandosi segnali elettrici e chimici. Sin dagli anni Cinquanta è noto che nell’encefalo dei pazienti depressi questi segnali sono compromessi, in particolare a causa di uno squilibrio dei neurotrasmettitori serotonina e noradrenalina. In seguito ci viene mostrata una tomografia ad emissione di positroni (PET) del cervello di un paziente depresso in cui notiamo delle aree oscure anormali. L’animazione mostra poi l’attività dell’ippocampo e del lobo frontale, aree implicate nella patologia.

Con Adam, Emma Allen vuole contribuire a sensibilizzare le persone sul delicato tema della depressione, condannando definitivamente la falsa ma diffusa credenza in base alla quale la depressione non sia una vera e propria patologia, ma il risvolto di un carattere non abbastanza forte.

Il video è stato pubblicato sul sito del magazine The Atlantic e diffuso sul proprio canale Youtube, oltreché su quello dell’artista

 

 

6 Comments

  1. La depressione è una cosa seria anche nelle sue forme più blande anche quando ti svegli al mattino e guardi alla giornata con ansia e apatia nello stesso te.mpo.
    Pare che Honoré de Balzac abbia detto che chi si sveglia sorridente non può essere che un ebete. Mia madre non lo era a dispetto delle inevitabile batoste della vita.

    Un sito molto interessante il tuo dunque ti ringrazio maggiormente dell’attenzione che hai voluto darmi passando da me.

    Sherabientot grazie 🌷

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