L’appendice potrebbe avere un ruolo chiave nel Parkinson

I pazienti a cui è stata asportata sono meno predisposti alla malattia

Il Parkinson potrebbe nascere nell’appendice e non nel cervello. La malattia infatti ha incidenza minore nelle persone che hanno subito appendicectomia. Inoltre sempre nell’appendice, è stato trovato un composto tossico presente nel cervello dei pazienti affetti dal “morbo”.

In biologia vengono chiamate vestigia filogenetiche, quegli elementi che persistono nel nostro organismo, nonostante abbiano perso nel corso della storia evolutiva la loro funzionalità. Fino a poco tempo fa, delle vestigia faceva parte l’appendice, di cui gran parte di noi ignora l’esistenza e di cui ci ricordiamo solamente nei casi di dolorosa infiammazione.

La nostra protuberanza intestinale non è più tra le vestigia grazie ad uno studio del 2017, che ha rivelato un suo importante ruolo come riserva di batteri intestinali benefici. La sua funzione però, potrebbe essere molto più ampia e riguardare una malattia altamente invalidante come il Parkinson, come afferma una sorprendente ricerca pubblicata recentemente su Science Translational Medicine. I ricercatori infatti hanno scoperto che ai pazienti ai quali è stata asportata l’appendice in età giovane-adulta, hanno un rischio minore del 19% di sviluppare il Parkinson nei decenni seguenti.

Parkinson e Appendice

Conosciuto anche come “morbo”, il Parkinson è una malattia degenerativa molto complessa, con gravi sintomi legati al movimento provocati dalla morte delle cellule che sintetizzano e rilasciano il neurotrasmettitore dopamina a livello del mesencefalo. La vera causa di queste morti cellulari è ancora un mistero, ma la nuova scoperta incoraggia lo sviluppo di una nuova prospettiva sul Parkinson: non solamente un disordine motorio con tremori e rigidità, ma una condizione dell’intero organismo che molto spesso coinvolge il sistema digerente.

Animazione Parkinson.gif
Ridotta trasmissione dopaminergica. Animazione tratta da “What is Parkinson’s Disease?“, Michael J. Fox Foundation

Il team internazionale di ricerca, guidato dalla dottoressa Viviane Labrie, del Center for Neurodegenerative Science al Van Andel Institute in Michigan, ha preso in considerazione un database di 1.6 milioni di persone Svedesi dai 52 anni in su, ed ha trovato un rischio di insorgenza del Parkinson ridotto del 19% tra i pazienti a cui l’appendice era stata rimossa. Questa differenza risulta ancora più marcata (del 25%) nelle persone che vivono nelle zone rurali del Paese. Le ragioni sono ancora poco chiare ma il ruolo di alcuni pesticidi come fattore di rischio per la malattia è già stato dimostrato.

Lo studio ha anche rivelato che l’appendicectomia può ritardare la progressione della malattia nella sua fase iniziale posticipandone la diagnosi di un periodo medio di 3.6 anni.

Accumulo di Alfa-sinucleina

Un’ulteriore scoperta, stavolta su un campione ridotto di 48 pazienti, riguarda accumuli di alfa-sinucleina nelle appendici sia di persone sane, sia dei malati di Parkinson, alimentando gli interrogativi intorno al ruolo di questa molecola nel meccanismo che innesca e protrae la malattia. Questo dato è quanto mai importante, dal momento che fino ad ora si credeva che l’alfa-sinucleina riguardasse solamente il sistema nervoso dei malati. Si tratta di una proteina che, grazie a uno studio giapponese del 2017, sappiamo essere in grado di alterare i microtubuli (componenti fondamentali del citoscheletro) interferendo con la trasmissione degli impulsi nervosi. In particolare impedisce la ricaptazione delle vescicole che trasportano i neurotrasmettitori durante le sinapsi, provocando un deficit di supporti necessari a una comunicazione tra neuroni molto intensa, come quella relativa alle funzioni motorie.

Anche se sono ancora molti i meccanismi da chiarire e la strada sia ancora lunga, lo studio della dottoressa Labrie apre sicuramente nuovi scenari nella cura alla malattia di Parkinson, suggerendo che la ridotta attività nervosa possa raggiungere, attraverso il nervo vago, il sistema nervoso centrale partendo dall’intestino, già considerato da molti come il nostro “secondo cervello”.

Fonti:

  • Midwestern University. (2017, January 9). Appendix may have important function, new research suggestsScienceDaily.
  • The vermiform appendix impacts the risk of developing Parkinson’s diseaseBY BRYAN A. KILLINGERZACHARY MADAJJACEK W. SIKORANOLWEN REYALEC J. HAASYAMINI VEPADANIEL LINDQVISTHONGLEI CHENPAUL M. THOMASPATRIK BRUNDINLENA BRUNDINVIVIANE LABRIE. SCIENCE TRANSLATIONAL MEDICINE 
  • University of Guelph. (2018, May 23). Study uncovers cause of pesticide exposure, Parkinson’s link: Low-level exposure to the pesticides disrupts cells in a way that mimics the effects of mutations known to cause Parkinson’s diseaseScienceDaily.
  • Wild-type monomeric α-synuclein can impair vesicle endocytosis and synaptic fidelity via tubulin polymerization at the calyx of Held by Kohgaku EguchiZacharie TaoufiqOliver Thorn-SesholdDirk TraunerMasato HasegawaTomoyuki Takahashi. 

 

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